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Un triestino a Pai: Emmanuele Corti

Quest’oggi parliamo con Emanuele Corti, triestino a Pai, Thailandia.

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Ciao Emanuele. Cosa stai facendo in Thailandia?
Sono un pugile professionista: il mio record è di 67/24 e domani (il 16 dicembre 2016 n.d.r.) combatto a Hong Kong per la cintura IPCC intercontinentale -63,5 kg.

È una scelta molto particolare..come è nata l’idea di diventare un pugile professionista?
Premetto che il tutto nasce da due fattori, cioè dalla mia passione per gli sport da combattimento e in particolare della muay thai (boxe thailandese) e dalla voglia di provare a vivere all’estero. Ero già stato in Australia nel 2007 e 2008, con un’esperienza positiva; nella muay thai non riuscivo a esprimere le mie potenzialità in Italia, a causa della carenza di possibilità. Da molti anni mi recavo quando possibile in Thailandia per partecipare ad eventi sportivi per diverse palestre professionistiche del paese, e nel 2009, anche a seguito della crisi econimica che cominciava ad abbattersi sulla nostra città, decisi di provare la svolta definitiva al professionismo, in quanto a 29 anni sarebbe stato il momento dell’ora o mai più.

994471_10153162278927942_4269540271900673816_nHai avuto un bel coraggio! Come è andata?
Ho cominciato quasi subito a raccogliere i frutti dei miei anni di impegno ed ottenere alcuni buoni successi sia nel sud della Thailandia che a Bangkok, pur giocando in casa degli avversari i quali per orgoglio nazionale DEVONO SEMPRE vincere. Fino a quel momento pensavo solo alle competizioni e non avevo nessun programma per il futuro se non immediatissimo, ma un giorno accadde la svolta. A seguito di un infortunio alla mano decisi di prendermi alcune settimane di vacanza nel nord, dove reincontrai casualmente a Chiang Mai, una ragazza thailandese che avevo conosciuto in una palestra anni prima, e decisi di passare qualche giorno assieme a lei nella sua cittadina, Pai. Facendola breve quelli che dovevano essere un paio di giorni a Pai sono diventati la mia vita, in quanto decido di trasferirmi con lei. Inizialmente la mia ragazza lavorava in proprio come guida di trekking ed io le davo una piccola mano, e nn avevo ancora idea di cosa iniziare come lavoro. Alla mia ragazza venne quindi l’idea di aprire una palestra, in quanto eravamo entrambi amanti e praticanti della muay thai, nella quale avrei potuto allenarmi e possibilmente sarebbe venuto anche qualche straniero ad allenarsi. Armandoci d’impegno e con pochissimo denaro rilevammo la gestione di una palestra semi abbandonata e dopo neppure un anno, nonostante moltissimi problemi dovuti alle ristrettissime norme sui visti e alle enormi difficoltà nel lavorare con i locali, riuscimmo a far diventare la nostra piccola palestra una realtà a livello nazionale portando molti atleti ai vertici; nel frattempo la mia ragazza, Chiang Mai, era diventa mia moglie.

10547681_1511899145756692_1045083596786195394_nComplimenti! Non hai avuto nessuna difficoltà?
Purtroppo, il nostro locatore,vedendo il nostro successo decise di ostacolarci in tutti i modi(prima con danneggiamenti e poi addirittura mettendomi contro l’immigrazione,la polizia e quant’altro risuciva), pur di rilevare prima del naturale scadere del nostro contratto la nostra palestra per fare -come disse lui-una montagna di soldi. Stufi delle angherie e della vita impossibile decidemmo quindi di lasciare prima del naturale scadere del contratto e ricostruire la palestra nel terreno antistante la nostra abitazione. Purtroppo per fare questo serviva molto denaro e perciò decisi di ritornare a combattere ad altissimi livelli per poter finanziare la costruzione; la mia idea andò in porto e dopo due anni dallo spostamento siamo ancora vivi e portiamo sempre atleti ad alti livelli, a discapito dell’invidia altrui. In questi 4 ultimi anni io personalmente ho collezionato alcuni titoli ed ho avuto l’onore di essere selezionato per il più importante Torneo in Thailandia(Toyota Cup), il più importante torneo in Malaysia (Z1), il main event al Tokyo Dome accanto a molti altri match trasmessi in diretta tv (quali per esempio Max Muay Thai Live, Max Muay Thai Channel 8, Super Muay Thai) sia in Thailandia che all’estero(Cina, Hong Kong e Cambogia) contro campioni quali Chamuakthong Sor, Youpinda, Konkaenlek, Yodsiam, Hideki Soga, Saiyang, Ali Yakoob, Man Kit Wong.

10502188_711816232210319_4806224015395973998_nE la tua carriera come allenatore? Ti ha dato soddisfazioni?
Come direttore tecnico ho portato personalmente sia la goriziana Miriam Sabot vincere il titolo mondiale Z1 in Malaysia che il triestino Franco Lazzaro al main event del Max Muay Thai contro il campione thailandese Teetong; partecipano sotto le insegne della mia palestra in eventi top atleti del calibro di Marloes Merza, Ilya Grad, Petchanuson, Moon Okbae, Ben Watson. Sono stato anche scelto come team coach dalla nazionale olandese per i mondiali Muay Thai 2015 svoltisi a Bangkok.

1977045_453723878091249_1989365923_nCom’è la vita in Thailandia?
Sebbene negli ultimi anni la Thailandia abbia fatto progressi enormi ed è molto più simile alla cultura occidentale di quanto lo fosse solo 10 anni fa, qui la vita è molto più semplice. Normali sono i black out(anche per giorni), la mancanza di acqua corrente(soprattutto nella stagione delle piogge, dove sovente mi è capitato di dovere andarmi a lavare nel fiume) e la mancanza di servizi che noi riteniamo scontati,quale l’assistenza sanitaria che esiste come standard solo privata, e per fare un altro esempio il ritiro dei rifuti. Il disbrigo di qualsiasi pratica è molto stressante dovuto alla burocrazia(quali visto e permesso di soggiorno), ma alla fin fine le incombenze sono sicuramente minori dal punto di vista quantitativo di quelle italiane.
In poche parole si vive bene…ma si vive semplice.

Cosa porteresti di questa tua esperienza a Trieste?
La vita tranquilla. Qui la gente non corre da tutte le parti, stressata. Si godono la vita, i figli, la casa. Vivono a misura d’uomo, senza correre dietro all’orologio e senza arrabbiarsi e litigare con tutti per qualsiasi cosa…

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