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Un problema irrisolto: la ferriera di Servola

La Ferriera di Servola, come ormai tutti sanno, è una specie di “nodo gordiano”: inquina e uccide indirettamente i triestini con le sue emissioni, ma da anche lavoro a centinaia di persone.

La ferriera in tutto il suo splendore

Lo stabilimento della Ferriera fu fondato nel 1896, quando Servola era un sobborgo periferico di Trieste. La ferriera è stata riammodernata fino al 1988, con l’adeguamento dell’altoforno e con la costruzione di una nuova acciaieria a colata continua: è evidente quindi che i suoi standard anti inquinamento siano totalmente inadeguati.

Negli anni si sono succedute varie proprietà, molto attente al guadagno economico, ma poco all’ambiente e alla cittadinanza. L’ultimo in ordine di tempo è il gruppo Arvedi, che ha acquistato la ferriera dopo un ambiguo tavolo di trattative.

Come sempre la classe politica locale è risultata per l’ennesima volta inetta, impreparata, interessata e arida di opzioni, basando la scelta sul futuro della ferriera unicamente sugli interessi economici e non su quelli della cittadinanza.

La spada di Damocle che, secondo i vari amministratori del Comune di Trieste che si sono succeduti negli anni, non permette la chiusura dell’area a caldo della ferriera (e non di tutto l’impianto, come vuol far credere la stampa locale) è la disoccupazione che si creerebbe.

Ma ci sono alternative?

Nelle prossime settimane analizzeremo la situazione e proveremo a dare risposte.

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